Perchè alcune mamme non hanno il latte [VIDEO]

Alcune mamme non hanno il latte: è vero? Perchè succede che a volte le mamme siano senza latte? Scopri tutte le cause e cosa fare se il latte non arriva.

Alcune mamme non hanno il latte: è vero o no?

Si sa, di solito una mamma desidera allattare il proprio bambino una volta venuto al mondo. Ma ha la certezza di poterlo fare? Tutte le mamme hanno il latte? Teoricamente si, ma ci sono delle condizioni per cui una donna può essere incapace di produrre latte, oppure può succedere che non ne produca a sufficienza per soddisfare i bisogni del suo bambino. In realtà, oggi giorno sentiamo sempre più spesso le mamme lamentare il fatto di non aver allattato il figlio per mancanza di latte, quindi, averlo può essere considerata quasi una fortuna.

Questa scarsità può essere ricondotta a due fattori principali: una cattiva gestione dell’allattamento oppure un’anomalia della struttura mammaria o della funzione ghiandolare. Esistono anche altri casi, seppur rari, in cui la mamma in questione non ha sviluppato correttamente la ghiandola mammaria  (la cosiddetta ipoplasia), ma questo è un argomento che approfondiremo a breve.

Molti ancora, invece, sono soliti attribuire la mancanza di latte ad uno spavento, situazione che inibisce temporaneamente la produzione di ossitocina.

Come produrre più latte materno: cosa fare se il latte non arriva

Tra le altre cause che provocano una mancanza o perdita di latte al seno troviamo l’agalattia. Ma cos’è? Per agalattia si intende la totale mancanza di latte al seno, aspetto che impedisce alla donna di allattare il suo bambino naturalmente, costringendola ad utilizzare quello artificiale. Si tratta, in realtà, di una condizione molto rara in cui viene a trovarsi la futura mamma, che non riesce a produrre latte in modo naturale. C’è da dire che nella maggior parte dei casi tale scarsità è attribuibile solo ad una preoccupazione eccessiva della mamma, dal momento che solo in pochissimi casi si può parlare concretamente di agalattia. Quindi, il più delle volte ci si imbatte solo in una diagnosi errata.

Più che parlare di agalattia, spesso si verificano condizioni di ipogalattia, che corrisponde alla secrezione insufficiente di latte. Anche questa in realtà è piuttosto rara, si parla all’incirca del 5% dei casi. Le cause della perdita del latte materno, in questo caso specifico, sono la ritenzione della placenta, l’ipotiroidismo non diagnosticato, la sindrome di Sheenan e la mancanza del tessuto mammario. Insomma, situazioni differenti che spiegano perché alcune mamme non hanno il latte, o non ne producono a sufficienza.

Cosa fare per incrementare le quantità di latte? Innanzitutto, attaccare subito il bimbo al seno è uno stimolo efficace alla produzione di latte materno, dal momento che i primi giorni dopo il parto sono fondamentali per il corretto avvio di questa produzione. Inoltre, si consiglia alla madre di bere molto, di mangiare in abbondanza, e anche di fare impacchi caldi al seno per aumentare la fuoriuscita del latte. Se il bambino si attacca al seno correttamente, la produzione di latte materno aumenta in base alle sue esigenze. Per questo si raccomanda l’allattamento a richiesta, ovvero ogni volta che il bambino segnala di avere fame.

In caso di neonati prematuri, invece, o di difficoltà di attaccamento al seno, il tiralatte può essere un valido alleato per aumenta la produzione di latte.

Seno ipoplasico e allattamento: qual è il legame

Come è stato detto poc’anzi, esistono rari casi in cui il seno della mamma risulta ipoplasico. Ma facciamo un passo indietro. Cos’è l’ipoplasia? Si tratta di uno scarso sviluppo della ghiandola mammaria, che si declina in due casi differenti. In primis, si parla di ipoplasia con un normale equilibrio ormonale quando è da attribuire alla scarsa sensibilità della ghiandola mammaria all’azione stimolante degli ormoni estrogeni. Nel secondo caso, invece, si parla di ipoplasia con insufficienza ormonale quando il seno risulta poco sviluppato,  i capezzoli sono piatti e le aureole poco pigmentate.

Ma cosa si consiglia di fare quando si ha un seno ipoplasico? E qual è il legame con l’allattamento? Innanzitutto, c’è da sapere che le mammelle di queste donne assumono una forma particolare, con un ampio spazio inframammario.  Spesso, però, molte mamme che si trovano in questa condizione, o che comunque hanno un seno che apparentemente può sembrare ipoplasico, sono riuscite ad allattare senza problemi. Allora qual è il consiglio? Quello di provare ad allattare, senza farsi condizionare troppo da una situazione che può rivelarsi solo apparente. O che comunque, nonostante ci sia il problema, possa sorprendere la futura mamma.

Montata lattea quando non arriva: devo preoccuparmi?

Per montata lattea si intende la trasformazione del colostro (liquido secreto dalla ghiandola mammaria) in latte maturo, attraverso una fase chiamata “latte di transizione”. Cosa avviene in particolare? Diminuisce la quota di proteine e di sali minerali mentre aumenta quella dei grassi. Per quanto riguarda i seni, questi diventano più turgidi, caldi e anche doloranti. Questo processo avviene in genere dai due ai cinque giorni dopo il parto, ma può presentarsi anche con un po’ di ritardo.  Il latte comincia ad essere secreto abbondantemente e spesso anche in dosi superiori a quello che è il fabbisogno del bambino. Ma in che modo avviene questo fenomeno? C’è da sapere che viene stimolato specialmente dall’abbassamento dopo il parto di alcuni ormoni presenti in gravidanza, come la prolattina, che inibiscono la produzione di latte.

Esistono però molti casi in cui la montata lattea non arriva, o che comunque fatica a giungere. Sono 5 le cause che determinano la sua assenza. In primis, sicuramente c’è l’alimentazione, caratterizzata da uno scarso apporto nutritivo; lo stress e i traumi vissuti durante il parto; il dolore fisico; un mancato attaccamento, e quindi una scarsa stimolazione del seno; rari casi di anomalie anatomiche e insufficienza di prolattina, che interessa solo il 2% dei casi.

A proposito del mancato allattamento, uno dei primissimi stimoli a provocare la comparsa della montata lattea è proprio la suzione del capezzolo da parte del neonato. In base a quanto precocemente il bebè viene attaccato al seno, la montata lattea si manifesta dai 2-3 giorni fino ai 6-7 giorni dopo il parto. Per favorire la montata lattea, quindi ,si consiglia un attaccamento precoce entro due ore dalla nascita. In questo modo, si assicura un anticipo di circa 24 ore della comparsa del latte rispetto a un attaccamento posticipato.

Non avere latte materno: è comune?

In realtà, la condizione del “non avere latte in modo assoluto” (agalattia) è una condizione davvero molto rara, che interessa probabilmente poco più dell’1% delle donne. Come è allo stesso tempo rara l’ipogalattia, ovvero la secrezione insufficiente di latte, che interessa all’incirca il 5% dei casi. Ciò che occorre fare è una distinzione tra possibili controindicazioni, che possono esporre a rischi sia la mamma che il bimbo, e degli ostacoli che si possono incontrare.

Generalmente si considera che il 95-97% delle donne abbia tutte le carte in regola per allattare. Le problematiche che si incontrano alcune volte possono essere ricondotte da un lato ad impedimenti fisici molto rari, mentre dall’altro possono essere ricondotte al fatto che spesso e volentieri le mamme ricevono informazioni errate, o comunque uno scarso aiuto per affrontare serenamente l’allattamento al seno.

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