Le mamme si chiudono in bagno per trovare la pace

mamme in bagno

In un articolo riportato dall’ HuffPostUk  alcune mamme raccontano la fatica di questa quarantena e di come chiudersi in bagno da sole sia diventato un momento fondamentale per sopravvivere e cercare un pochino di pace. Yvadney Davis ama i suoi figli, ma a volte si chiude in bagno per dieci minuti – solo per stare un po’ lontana da loro. Mentre il lockdown si prolunga la mamma di Lolo, cinque anni, e MG, otto, inizia a soffrire di claustrofobia e desidera un po’ di spazio solo per sé. «Stavolta, le giornate sono più corte, fuori fa un freddo cane e spesso piove, il che significa che stiamo sempre più rinchiusi in casa e ci inciampiamo addosso», afferma Davis, da Londra.

mamme in bagno

«Il pensiero di rimanere bloccati così per l’immediato futuro è terribile, a volte”.

Sono tutte sensazioni che i genitori provano a causa delle restrizioni imposte da questa pandemia. La stanchezza dovuta alla didattica a distanza si fa sentire, dato che da mesi i genitori si destreggiano tra fogli di esercizi e call di lavoro. Fare il genitore 24 ore su 24 sta iniziando a pesare molto. «Almeno, durante i mesi più caldi, i bambini potevano giocare all’aperto, anche se solo per dieci minuti alla volta prima di assillarmi per uno snack, qualcosa da bere, o per farsi raccontare una storia», dice Jamie Beaglehole, che insieme al marito Tom si occupa dell’istruzione dei figli Lyall, 12 anni, e Rich, 11. «L’ultimo lockdown si è rivelato ancor più claustrofobico, con il brutto tempo fuori, e abbiamo faticato a trovare uno spazio solo per noi», afferma Beaglehole. «La tensione è alta – io e Tom non abbiamo più un tempo e uno spazio privati per concederci un po’ di intimità. Sono certo che non siamo gli unici genitori in queste condizioni – è come se anche la nostra relazione fosse in lockdown».

Oltre a percepire una riduzione dello spazio fisico, Jenna Rigby, madre di cinque figli sotto i nove anni, sente che la sua cerchia sociale si va rimpicciolendo, e questo peggiora la sensazione di claustrofobia. «Uno dei più importanti meccanismi di supporto, essendo una mamma così impegnata, è la mia vita sociale», ammette Rigby, dal Lancashire. «Ogni settimana, mi ritagliavo del tempo per vedere gli amici, ma da novembre non succede più – probabilmente anche per via della loro stessa ansia e della sensazione di sovraccarico. «Non ci sentiamo al telefono come prima; si tratta di un sacrificio che molte mamme si sono viste costrette a fare per portare avanti la casa e tenere sotto controllo i compiti dei figli».

Ovviamente accanto alla fatica ci sono anche i giudizi di chi non ha figli e accusa questi genitori di volersi liberare dei propri figli.

Purtroppo in questa situazione forzata anche la pazienza dei bambini sta diminuendo, e il loro comportamento peggiora.  «La gente deve capire che la situazione attuale non è una circostanza normale, e di conseguenza averne fin sopra i capelli della stessa routine quotidiana, tra le stesse quattro mura, smuove inevitabilmente emozioni mai provate prima», spiega. Secondo Ben Westwood, padre single dell’East Sussex, la situazione per chi ha bambini piccoli è più complessa sotto tanti aspetti, ma chi come lui ha figli adolescenti (Jake, 15 anni, e Isabella, 13) si trova ad affrontare sfide diverse. «I miei figli sono molto socievoli, quindi è dura soprattutto per il loro benessere generale», dice. «Saperli così tristi mi fa effetto. Mio figlio non può vedere la sua ragazza, mentre mia figlia ha raggiunto quell’età in cui iniziava a farsi una vita sociale. È difficile tirargli su il morale quando le regole continuano a cambiare».

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