Come spiegare ai bambini cosa sono le emozioni [VIDEO]

emozioni bambini.001

Come parlare di emozioni ai bambini spiegando ai più piccoli cosa siano? Ecco qualche consiglio su come affrontare l'argomento e quali attività sulle emozioni per bambini da fare.

Come spiegare le emozioni ai bambini

Il mondo delle emozioni: così vasto, così meravigliosamente bello, ma anche così difficile da spiegare. Specie se i destinatari della conversazione sono i bambini. Raccontare le emozioni ai bambini non è cosa da poco: si sta parlando di soggetti con una sensibilità abnorme, che vivono le emozioni, magari inconsapevolmente, con grande intensità. L’emotività, fortunatamente, appartiene a ciascuno di noi, ma questo non vuol dire che allo stesso modo siamo dotati della capacità di gestirla. Saperle gestire vuol dire avere un controllo, vuol dire viverle con equilibrio, vuol dire riconoscere i propri sentimenti e saperli manifestare nel modo corretto.

Raccontare le emozioni ai bambini vuol dire prepararli ad affrontare la vita, significa dargli degli strumenti fondamentali per avere consapevolezza di se stessi.

Ma andiamo oltre. Per un genitore, a tal proposito, è altrettanto importante capire come parlare di emozioni ai bambini. A tal proposito, il genitore in questione dovrà innanzitutto farsi un esame di coscienza e comprendere quanto lui stesso “ne sa” in materia, quanto è competente, quanto riesce lui in primis a gestire le sue emozioni. Solo con questo punto di partenza, il genitore potrà dirsi in grado di insegnare al figlio come gestire le emozioni.

Un’altra cosa che un genitore deve evitare è quello di “sminuire” le emozioni negative dei figli. Mi spiego meglio. È assolutamente normale che ad un genitore dispiaccia vedere il proprio bambino intristirsi per qualche motivo, arrabbiarsi, impaurirsi. Un dispiacere a cui di solito i genitori accompagnano la classica frase “non c’è da aver paura”, con lo scopo di consolarlo. In realtà non sanno che così facendo peggiorano solo la situazione, confondendolo sul fatto che magari sia sbagliato quello che lui stesso prova.

Quello che devono fare è lasciarlo libero di esprimersi, di riconoscere le sue emozioni e a renderlo consapevole. In questo modo, il bambino riuscirà a gestirle, ad averne il controllo e a non esserne sopraffatto. I genitori, con la loro competenza, possono aiutarlo a trovare una soluzione. Magari guidandolo, avviandolo verso un ragionamento e verificando gli effetti positivi.

Le emozioni raccontate ai bambini

Sicuramente, un’atmosfera “che ostenta un’eccessiva felicità” lascia qualche dubbio ai bimbi, che sono estremamente perspicaci. A tal proposito, paradossalmente, ad essere adatto al bambino è un ambiente realistico, vero, un luogo dove  si alternano dei momenti positivi a quelli negativi. Del resto, è la vita stessa ad essere caratterizzata da eventi belli e brutti, quindi fornire loro una superficie puramente apparente e menzognera finirebbe col condurli verso una realtà che non esiste. Ovviamente, un genitore si comporta in questo modo con l’unico intento di proteggere il bambino, ma non sa che in questo modo quest’ultimo viene condotto dietro una barriera illusoria, facendogli credere che tutto quello che gli accade è positivo.

La sincerità è d’obbligo: i bimbi percepiscono in ogni caso quando qualcosa non va. E soprattutto, quando non si è onesti nei loro confronti. Un bravo genitore dovrà condividere le sue emozioni con il suo bambino, attraverso un dialogo sincero, fatto di parole opportune, adatte al contesto, ma è fondamentale ci sia una “partecipazione” di base. Sia emozioni positive che negative devono essere manifestate nei suoi confronti, facendo attenzione a non comunicare il contenuto. Quello si può anche evitare.

Cosa sono le emozioni per i bambini

Le emozioni sono la risposta ad un contesto, una situazione esterna o uno stimolo interno che ci colpiscono, sia in modo positivo che negativo. E questa risposta ci aiuta a gestirci, ad adattarci, ad agire, a proteggerci, a comunicare, prendere decisioni. E tante altre cose. È un elemento che accomuna tutti noi, per questo si rivela quasi necessario saperle riconoscere ed esprimerle. Tra adulti, tra bambini, tra un adulto e un bimbo. Insomma, per quanto possa essere complicato, mettersi nei panni dell’altro provando a capire quello che sente è davvero una cosa meravigliosa!

Le emozioni sono presenti in ciascuno di noi fin dalla nascita, sono innate, ma i bambini non sono in grado di dominarle. Ne rimangono sopraffatti non avendo ancora quegli strumenti con cui riuscire a gestirle. Vivono quello che è il presente, non realizzando che quello che gli accade è transitorio. Proprio per questa ragione, i genitori devono corrergli in aiuto per guidarli con la loro solidità e competenza.

Inside Out è l’esempio perfetto per noi. Una bambina protagonista, Riley, è costretta a trasferirsi con la famiglia in una nuova città, in cui si ritrova a fare i conti con le emozioni presenti durante la sua quotidianità: Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto.

I bambini vivono i sentimenti senza filtri, senza maschere, sentendoli con tutta la loro forza. Ed è per questo che hanno bisogno di basi solide per raggiungere una propria consapevolezza e per affrontare la  vita nel migliore dei modi.

Attività sulle emozioni per bambini

Tra i giochi sulla tristezza, ne troviamo uno che solitamente si svolge durante il primo periodo di scuola è la realizzazione di alcuni cartelloni da appendere in classe. Si tratta di un’attività che ha come obiettivo la manifestazione delle emozioni da parte dei bambini. In questo modo, riusciranno a gestirle e soprattutto a riconoscerle. I piccoli studenti vengono invitati a raccontare in che occasione provano tristezza, guidati con domande come le seguenti:

  • Quando sei triste?
  • Come ti senti quando sei triste?
  • Com’è la tua espressione quando sei triste?

Tra gli altri, troviamo giochi di simulazione in cui i bambini dovranno mimare le espressioni tipiche di ciascuna emozione e i compagni dovranno riconoscere di che emozione si tratta.

Un altro gioco può essere quello dei colori, ispirato al film d’animazione Inside Out. Nel cartone animato, ad ogni emozione è associato un colore: il giallo (gioia), il blu (tristezza), il rosso (rabbia), il viola (paura) e il verde (disgusto). Ipotizziamo di usare delle palline con i colori dei personaggi di Inside Out. A questo punto vengono messe in un sacchetto e a turno ne estraiamo una. Subito dopo, viene chiesto ai bambini di pronunciare il nome dell’emozione corrispondente, invitandoli a rispondere alle nostre domande e a disegnare la risposta. L’obiettivo? Raccontare una breve storia, una sorta di diario delle emozioni.

 

Ti possono interessare anche: